Istituto Tecnico Tecnologico Statale Silvano Fedi-Enrico Fermi

Regolamento Disciplina

Regolamento di Disciplina

Premessa.

Le norme del presente Regolamento si ispirano ai principi dello Statuto degli Studenti e delle Studentesse.- DPR-249/1998 e DPR 21/11/2007.

In particolare si condivide la definizione della scuola quale: “luogo di formazione e di educazione mediante lo studio…comunità di dialogo, ricerca, di esperienza sociale informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutti gli aspetti”

I valori democratici che la vita della comunità scolastica sono quelli espressi dalla nostra Costituzione e si basano “sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di Religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale”

In questo senso la scuola pubblica statale non è solo un servizio reso alla collettività ma è, in primo luogo, lo strumento essenziale per assicurare agli studenti la formazione alla cittadinanza, intesa come possesso di diritti specifici e obbligo di assolvere precisi doveri, come appartenenza ad una determinata comunità sociale, come possibilità di contribuire alla sua crescita politica, sociale e culturale.

Non solo. L’ambiente formativo scolastico è un luogo di trasmissione e di elaborazione dei saperi che vive di relazioni educative: perciò è corretto affermare che la scuola “fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente”.

Per queste ragioni il presente Regolamento di disciplina non è principalmente un insieme di norme che vanno applicate: il “senso” vero delle disposizioni è che esse vanno rispettate in quanto comprese e condivise. Infatti, per la sua specifica natura di ambiente formativo, la comunità scolastica fonda la crescita umana, civile, culturale e professionale dei suoi componenti sui valori della consapevolezza, responsabilità e partecipazione. Diventa quindi essenziale costruire un clima di scuola nel quale il rispetto del diritto dello studente a ricevere una seria formazione scolastica si coniughi con il dovere di garantire un adeguato impegno ad apprendere. Su questa base è possibile raggiungere la condivisione delle regole che rendono efficace il patto formativo.

ART. 1- Comportamenti che configurano mancanze disciplinari.

  1. Gli studenti devono frequentare regolarmente le lezioni. Di norma costituisce frequenza non regolare:
    1. l’assenza ingiustificata;
    2. Il ritardo nell’ingresso o l’anticipo nell’uscita quando diventino abituali e tali da compromettere l’attività didattico-educativa.
  2. Gli studenti devono mantenere un comportamento in classe adeguato all’ambiente di apprendimento e di formazione nel quale si trovano. Analogo corretto comportamento deve essere garantito in occasione delle iniziative promosse dalla scuola, oppure alle quali la scuola aderisce, anche se realizzate esternamente all’edificio scolastico.
  3. In quanto membri della comunità scolastica, gli studenti sono tenuti ad acquisire e mantenere un comportamento fondato sul rispetto di tutti. Costituisce violazione di questo dovere una condotta che risulti comunque offensiva nelle parole e negli atti della persona e del ruolo professionale di chi appartiene all’ambito formativo.
  4. Gli studenti devono rispettare le norme organizzative contenute nel Regolamento di Istituto e le norme di sicurezza dettate dalla legge 626.
  5. Gli studenti non devono ostacolare o impedire il regolare svolgimento dell’attività della Scuola.
  6. Gli studenti non devono danneggiare il patrimonio della scuola, ma sono tenuti adaverne cura quale importante fattore di qualità della vita scolastica. Dei danni arrecati intenzionalmente o per grave comportamento colposo risponde, anche in termini economici, lo studente responsabile, se maggiorenne, o colui che ne ha la tutela.

ART. 2- Sanzioni disciplinari.

  1. Lo studente il cui comportamento configura una mancanza disciplinare riceve. in proporzione alla gravità della mancanza, una delle seguenti sanzioni disciplinari:
    1. Ammonizione scritta;
    2. Censura scritta;
    3. Sospensione con obbligo di frequenza;
    4. Sospensione dalle lezioni fino a 15 giorni;
    5. Sospensione per periodi superiori, esclusione dallo scrutinio o dall’esame di stato.
  2. Lo studente riceve la sanzione disciplinare dell’ ammonizione quando compie mancanze ai suoi doveri scolastici, elencati all’art.1, di carattere non particolarmente grave e rilevante. Il consiglio di classe, in occasione degli scrutini in-termedi o finali assegna otto come voto di condotta allo studente che ha ricevuto la sanzione dell’ammonizione scritta.
  3. Lo studente riceve la sanzione della censura scritta o della sospensione con obbligo di frequenza, con lettera ai genitori se minorenne, per ripetute mancanze ai suoi doveri scolastici, già in precedenza sanzionate con l’ammonizione;
    1. aver violato il regolamento d’Istituto;
    2. aver compromesso il regolare svolgimento dell’attività didattica;
    3. Uso indebito del cellulare in classe.
    4. Allo studente che ha ricevuto la sanzione della Censura il consiglio di classe assegna come voto di Condotta sette o otto in sede di scrutinio; nel caso di sospensione con obbligo di frequenza assegna sette.
  4. Lo studente riceve la sanzione dell’allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica da uno a quindici giorni nei seguenti casi:
    1. per aver commesso infrazioni disciplinari già sanzionate da almeno due censure o dalla sospensione con obbligo di frequenza;
    2. per offese alla persona e al ruolo professionale del personale della scuola;
    3. per comportamenti o atti che offendano la personalità e le convinzioni degli altri studenti;
    4. per gravi danneggiamenti alla struttura scolastica, agli arredi e alle attrezzature;
    5. per l’uso ripetuto del cellulare in classe.
    6. Allo studente che ha ricevuto la sanzione dell’allontanamento temporaneo il consiglio di classe assegna sette o sei come voto di Condotta in sede di scrutinio intermedio o finale.
  5. Lo studente riceve la sanzione di cui al punto e.- del precedente n°1:
    1. in presenza di reati in ambito scolastico perseguibili d’ufficio o per i quali l’autorità giudiziaria abbia avviato procedimento penale;
    2. quando vi sia pericolo per l’incolumità delle persone che frequentano la comunità scolastica;
    3. per comportamenti gravemente lesivi della dignità della persona.

ART. 3-Organismi competenti a deliberare le sanzioni disciplinari.

  1. Gli organi scolastici competenti ad applicare le sanzioni disciplinari sono:
    1. I singoli docenti per quanto riguarda l’ammonizione scritta sul registro di classe,
    2. Il dirigente scolastico e i suoi collaboratori per la censura scritta;
    3. Il Dirigente Scolastico per la sospensione con obbligo di frequenza;
    4. Il consiglio di classe in sede valutativa per la sospensione temporanea dalle lezioni fino a 15 giorni,
    5. Il Consiglio di Istituto per la sospensione per periodi superiori a 15 giorni e per l’esclusione da scrutini e esami.
  2. Gli organi competenti nello stabilire la sanzione devono tenere conto della natura della mancanza, della situazione in cui si è verificata e della storia personale dello studente. L’organo competente ad applicare le punizioni di un dato grado, può sempre infliggere quelle di grado inferiore.

ART.4 – Procedure per l’applicazione delle sanzioni disciplinari

In ogni procedimento disciplinare deve essere sempre data allo studente la possibilità di esporre le proprie ragioni o giustificazioni a discolpa.

Nel caso dell’ammonizione scritta sul registro di classe, il docente che la infligge deve riportare le giustificazioni addotte dallo studente.

Per le altre sanzioni, di grado superiore, la mancanza commessa deve essere contestata per scritto e allo studente deve essere dato un termine di tre giorni per rispondere sempre in modo scritto.

Gli atti delle procedure disciplinari a carico degli studenti, di ordine superiore all’ammonizione, sono conservati a protocollo riservato/studenti della scuola.

L’organo preposto a deliberare la sanzione disciplinare può, se lo ritiene opportuno, procedere all’audizione di testimoni indicati anche dallo studente. Nel qual caso se ne deve dare notizia a verbale.

ART.5 – Impugnazioni e ricorsi.

  1. Contro i provvedimenti di allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica per un periodo superiore a tre giorni e di esclusione da scrutini e esami, lo studente può presentare ricorso al Dirigente del C.S,A. provinciale entro quindici giorni dalla data di ricevimento della comunicazione della sanzione e ciò ai sensi dell’art. 5 comma uno del D.P.R. 249/1989, dell’art.328 comma 4 del Testo Unico 16/04/1994 e del D.P.R. 21/11/2007.
  2. Per la sanzione disciplinare dell’ammonizione scritta, della censura scritta, della sospensione con obbligo di frequenza e della sospensione per un massimo di tre giorni è ammesso ricorso da parte dello studente all’organismo di garanzia costituito nell’istituto, entro tre giorni dal ricevimento della comunicazione della sanzione.
  3. Per iniziativa degli studenti o di altri soggetti appartenenti alla comunità scolastica l’organismo di garanzia dell’istituto decide anche sui conflitti sorti nella comunità scolastica in relazione all’applicazione degli articoli dello Statuto.

ART.6 – Organismo di Garanzia dell’Iistituto.

  1. L’organismo di garanzia dell’Istituto è composto dal Dirigente scolastico, che lo presiede, da due docenti collaboratori del Dirigente Scolastico, da un genitore e da un alunno eletti dal Consiglio di Istituto. L’organismo deve decidere sempre con la maggioranza assoluta dei componenti.
  2. Lo studente che ha subito il provvedimento di ammonizione scritta o di censura scritta o di sospensione con obbligo di frequenza può proporre all’organismo di garanzia, in alternativa al ricorso e con le stesse modalità, di sostituire la sanzione con un’attività in favore della comunità scolastica. Nel qual caso indica l’attività che intende svolgere. L’organo di garanzia è tenuto a rispondere, motivando, per scritto entro tre giorni dalla richiesta dello studente.
  3. Gli interessati, alla luce del positivo e fattivo comportamento tenuto dopo tre mesi dalla sanzione disciplinare loro irrogata, hanno facoltà di chiedere il provvedimento della riabilitazione. L’organismo di garanzia, dopo essersi documentato e sentito il Consiglio di classe, può deliberare la cancellazione della sanzione disciplinare emanando un atto formale che sarà comunicato allo studente e ai suoi genitori se minorenne. L’atto sarà conservato nel riservato sanzioni/studenti.

ART.7 Revisione del regolamento di disciplina.

  1. Il Regolamento di disciplina è parte integrante del Regolamento di Istituto, pertanto viene deliberato dal Consiglio di Istituto sentito il parere obbligatorio del Collegio dei Docenti. Esso può essere modificato a maggioranza assoluta da Consiglio di Istituto. Sulla proposta di modifica l’organismo deliberante deve obbligatoriamente acquisire il parere del Collegio dei docenti.
  2. Le eventuali modifiche, deliberate in corso d’anno scolastico, hanno sempre efficacia dall’anno successivo. Non è possibile modificare il regolamento di disciplina negli ultimi sei mesi di carica del Consiglio d’istituto.

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